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Aferpi, Uglm fissa i paletti in vista del Mise

Claudio Lucchesi

“La nostra posizione è rimasta invariata da quando al tavolo c’era il ministro Calenda”, così Uglm mette sul tappeto le questioni Aferpi irrisolte

PIOMBINO — "Sarebbe più facile battere i pugni e dire: dobbiamo tornare a colare acciaio. Sicuramente riscuoterebbe maggior successo tra lavoratori e cassaintegrati", così la segreteria provinciale Uglm e la Rsu Aferpi Claudio Lucchesi in vista dell'incontro al Ministero dello Sviluppo economico del 19 febbraio si prepara a presentare le sue istanze.

"Continuare a parlare delle presentazioni fatte al Metropolitan da Jindal e della festa di Natale, in cui ognuno avrebbe potuto scegliere di non essere presente, se non lo avesse ritenuto congruo, continua a deviare dalle reali problematiche. Nei confronti di una azienda il sindacato può essere di supporto e collaborativo se l'azienda rispetta determinate posizioni ed impegni. Questo, come anticipato all'ultimo incontro con Aferpi, sarà l'atteggiamento della Uglm".

Sono diverse le questioni da mettere sul tavolo: gli smantellamenti dei vecchi impianti; il pericolo latente dell'amianto per lavoratori e cittadini; gli impianti e le loro potenzialità attuali e future; il ruolo della Regione Toscana; la verifica del rispetto dell'accordo di programma.

"La nostra posizione è rimasta invariata da quando al tavolo presedeva il ministro Calenda, sì perché le problematiche erano già presenti e ben note a tutti. - hanno specifico in una nota - Nel sito di Piombino occorre che a crederci non siano solo i lavoratori ma anche il Governo. Lo stesso Governo che deve intervenire su un Sito di Interesse Nazionale con bonifiche e risanamento ambientale, non possiamo solo continuare a dire che il pericolo amianto esiste senza intervenire con una normativa. Occorre immediatamente chiarire dove sono finiti i famigerati 50 milioni di euro previsti per la falda del cui stato attuale nessuno parla più ma che per anni è stato il cavallo di battaglia di alcuni politici locali".

Da non trascurare secondo il sindacato l'importanza di "una normativa ad hoc richiamando alcuni parametri presenti dell'accordo di Ilva di Taranto sia in termini economici sia per la tematica dell'amianto".

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