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Tempi certi e occupazione, il punto sull'acciaio

Il presidente Enrico Rossi ha incontrato la delegazione sindacale per fare il punto sul rilancio dell'acciaieria di Piombino. Rimasto fuori l'Usb

FIRENZE — Delegazione di sindacati e istituzioni regionali a confronto per fare il punto sul nuovo accordo di programma relativo al polo industriale di Piombino.

E' stato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi a convocare i segretari nazionali, regionali e territoriali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, Fim, Fiom, Uilm e Uglmet per illustrare il risultato dei lavori dopo il doppio incontro avvenuto al Ministero dello sviluppo economico la scorsa settimana (leggi qui sotto l'articolo correlato). Presenti all'incontro anche il consigliere regionale Gianni Anselmi e il sindaco di Piombino Massimo Giuliani.

L'incontro è risultato necessario alla luce delle linee guida presentate dal gruppo indiano Jsw Steel, che subentra al gruppo algerino Cevital, per il rilancio delle acciaierie fino ad oggi Aferpi. Tra i nodi più stretti da sciogliere quello dell'occupazione visto che si parla di quasi 2mila lavoratori, oltre a tempi e ambiente.

"Il presidente ci ha informato che oggi si terrà un consiglio regionale e auspica entro venerdì di arrivare a firmare l'aggiornamento dell'accordo di programma. - hanno aggiornato i sindacati Fim, Fiom e Uilm in una nota - Domani a Roma al Mise si terrà una ristretta delle organizzazioni sindacali Fim-Fiom-Uilm con la Regione, Comune e Ministero del lavoro e dello sviluppo economico per confrontarsi sui dettagli del piano industriale e ci aspettiamo di iniziare la discussione sulla copertura e valore economico degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori che operano nel sito produttivo per tutta la durata del piano industriale Jindal. Abbiamo convenuto che alla fine del percorso, le organizzazioni sindacali con le istituzioni regionale e comunali si confronteranno per provare a raggiungere un Protocollo d'intesa per utilizzare in tutte le attività di diversificazione che si creeranno i lavoratori che si sono trovati fuori dall'attuale ciclo produttivo. Appena avremo ulteriori informazioni come sempre ci confronteremo con i lavoratori in assemblea".

La questione occupazione infatti è quella delle più spinose. Stando alle linee guida presentate da Jindal al Mise nel primo step del piano industriale verrebbero impiegati 435 lavoratori subito, per arrivare a 645 nel 2019 e 705 nel 2020. Con la realizzazione dell'area a caldo sarebbero impiegati tra i 600 e gli 800 lavoratori, salendo a quota 1.500 lavoratori circa (leggi qui sotto gli articoli collegati).

"Dobbiamo lavorare perché l'attività riprenda a pieno ritmo. - ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi - Noi stiamo ragionando sulla opportunità di andare anche ad un Accordo di carattere locale che riguardi i tempi, la questione degli esuberi che non vogliamo, come partire da subito con le demolizioni per creare già da quest'anno una maggiore occupazione e la richiesta che entro il 2019 si dia avvio ai lavori per la realizzazione dell'altoforno elettrico. Su Piombino adesso bisogna avere anche un po' di fortuna, - ha concluso - anche se fare più in fretta di come abbiamo fatto finora, è difficile".

Dello stesso avviso il primo cittadino di Piombino Massimo Giuliani (leggi qui sotto l'articolo correlato).

Fuori Palazzo Strozzi Sacrati il presidio dell'Unione sindacale di base escluso dalla convocazione perché non è presente al momento un rappresentante eletto nella Rsu Aferpi. A esprimere la contrarietà rispetto a questa scelta Massimo Lami (guarda il video con le dichiarazioni).

Dina Maria Laurenzi
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