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Quale accordo sindacale per l'affare Piombino

Sono Fim, Fiom e Uilm a volere più coinvolgimento dopo le linee guida illustrate da Jindal. L'incertezza politica gioca la sua parte

PIOMBINO — Cifre, tempi e occupazione sono questi i punti chiave attorno ai quali ruota l'atteso rilancio del polo siderurgico di Piombino. 

Dopo l'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico della scorsa settimana in cui per la prima volta sono state presentate le linee guida del gruppo Jindal alle organizzazioni sindacali, Fim-Fiom-Uilm auspicano possa aprirsi una fase nuova per Piombino e tornano a firmare una nota congiunta.

"La prima difficoltà emersa, nell'unico incontro ufficiale della scorsa settimana, è quella della copertura degli ammortizzatori sociali per tutta la durata del piano industriale Jindal che si concluderà non prima del 2023", hanno riferito ribadendo che è stato fin da subito chiesto un incontro specifico per ottenere garanzie non solo sulla durata, evitando buchi temporali, ma anche sull'aspetto economico di tali ammortizzatori sociali. 

"Ovviamente l'attuale situazione di incertezza politica non può che essere per la vertenza Piombino un'ulteriore difficoltà. - hanno aggiunto - Siamo infatti ancora in attesa di essere convocati per avere le risposte e le garanzie richieste e riteniamo si stia perdendo tempo prezioso visto che anche negli incontri di questa settimana al Ministero, ancora una volta non sono stati nemmeno convocati i rappresentanti dei lavoratori".

Lunedì 28 Maggio, intanto, Ministeri e istituzioni avevano iniziato a fare il punto sul nuovo Accordo di programma (leggi qui sotto l'articolo correlato). E da parte dei sindacati c'è stata la richiesta di poter fare parte delle Commissioni per la ratifica di questo nuovo accordo. Oggi, giovedì 31 Maggio, un nuovo tavolo di lavoro al Mise.

"Il tempo scorre veloce e se si vuole condividere il progetto Jindal con le organizzazioni sindacali, c'è bisogno di queste garanzie, che possono arrivare solo ed esclusivamente da un tavolo nazionale. - hanno proseguito - Un progetto ambizioso quantificato in circa 1 miliardo di investimenti di un gruppo siderurgico consolidato come Jindal, che potrebbe rappresentare una svolta per la siderurgia a Piombino, non può essere trattato in fretta e furia o con un prendere o lasciare".

Tutto questo, secondo i sindacati, per chiudere l'accordo con il gruppo indiano nel più breve tempo possibile.

Dina Maria Laurenzi
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