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"La città di Piombino non può più aspettare"

Le acciaierie di Piombino (Foto di archivio)

Lavoro & Ambiente: "Molto preoccupante è anche la relazione trimestrale con una perdita nel secondo trimestre di oltre 9 milioni di euro"

PIOMBINO — "Dopo i 18 mesi richiesti al momento del suo insediamento, sono seguiti altri 4 mesi che nessuno ha effettivamente formalizzato. La pandemia ha sicuramente creato molti disagi alle attività produttive ma chiedere ancora altri 12 mesi ci sembra veramente assurdo". E' la lista civica Lavoro & Ambiente che sottolinea come questa situazione renda difficile l'operato dell'Amministrazione comunale.

"Il sindaco Ferrari e l'amministrazione di Piombino non possono pianificare il futuro della città in attesa che un imprenditore dia delle risposte. Non è accettabile. In uno scenario nazionale dove l'acciaio ha bisogno di un quadro preciso del Governo, - hanno aggiunto in una nota - Piombino deve tornare ad avere la valenza di una vertenza non ancora conclusa al pari delle altre realtà siderurgiche, quali Taranto e Terni. Jindal dica chiaramente cosa vuole fare del sito produttivo piombinese, visto che ha chiesto una variante per un impianto (tempra) che ad oggi è rimasto una cattedrale nel deserto e non c'è traccia dell'investimento previsto di 30 milioni di euro".

"Molto preoccupante - si prosegue nella nota - è anche la relazione trimestrale del Commissario Nardi, che mostra numeri impietosi, con una perdita nel secondo trimestre di oltre 9 milioni di euro. In questo scenario attendere ancora 1 anno a nostro avviso non solo non ha senso, ma va a bloccare qualsiasi idea di diversificazione e di ripresa economica. La città di Piombino non può più aspettare. Deve pianificare il suo futuro".

"Nel programma elettorale di questa coalizione è menzionato il progetto Piombino Ruhr d'Italia. - hanno ricordato - La aree non utilizzate devono tornare alla cittadinanza, gli impianti smantellati, i terreni bonificati, per dare corpo a quel progetto. Per dare un futuro a questa città".

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