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“La Regione dice cose, l’azienda fa altro”

Uno scatto della manifestazione organizzata dal comitato

È il Comitato Lasciateci nascere a Piombino a fare alcune puntualizzazioni dopo la recente delibera regionale. “Soldi stanziati o promesse?”

PIOMBINO — "La Regione dice cose. L'Azienda fa altro", così il Comitato Lasciateci nascere a Piombino torna a mettere una lente sul futuro del punto nascita dell'ospedale Villamarina a Piombino a seguito della recente delibera regionale che conferma gli impegni per l’adeguamento del blocco parto con la sala operatoria. (leggi qui l'articolo).

I punti sollevati sono diversi, a partire dal corso di 6 ore riservato agli addetti del personale di pronto soccorso per fronteggiare un'eventuale parto. "Corso che l'Azienda non ha revocato", hanno detto nonostante le rassicurazioni dell'azienda su reperibilità di ginecologo e ostetrica.

A proposito delle attività consultoriali, per il comitato non si può parlare di nuove attività, in quanto "quelle elencate che abbiamo potuto leggere, sono di fatto niente altro che le prestazioni che un consultorio è tenuto a garantire. Il depotenziamento delle attività consultoriali che abbiamo riscontrato negli ultimi anni, non solo a Piombino ma a Venturina, San Vincenzo, Suvereto, Sassetta, Monteverdi, hanno inevitabilmente causato un calo di pazienti ginecologiche/ostetriche. E quindi, un conseguente calo delle nascite e dei ricoveri ginecologici".

Infine, il Comitato chiede chiarimenti in merito al nuovo polo chirurgico di cui si inizia a parlare.

"Il tavolo di lavoro, previsto dopo la temporanea chiusura, ha in realtà portato soltanto alla brillante idea di formare, con un corso di 6 ore, i medici del Pronto soccorso, del 118, ed il Centro Operativo di Livorno, a fronteggiare l'evento parto e le possibili conseguenti patologie. Intanto dalla Regione ci parlano di soldi stanziati", ma la sensazione è che "siamo di fronte a delle promesse".

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