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"Le nostre posizioni non minano la Parchi"

Alberta Ticciati, sindaca di Campiglia

La sindaca Ticciati: “E’ irrispettoso affermare che Campiglia abbia messo in discussione la sua partecipazione alla Parchi”

CAMPIGLIA MARITTIMA — “Ci dispiace ma non ci stiamo ad essere dipinti come coloro che non hanno avuto posizioni chiare rispetto alla Parchi e che quindi minano la sua esistenza. È esattamente il contrario”. A parlare sono i sindaci di Campiglia Marittima Alberta Ticciati e di San Vincenzo Alessandro Bandini dopo le problematiche sollevate attorno al contratto di servizio per la gestione della Parchi Val di Cornia.

“È il continuo agire unilaterale dei Comuni di Piombino e di quello di Suvereto che ci consegna oggi un vuoto enorme in termini di progetti, di programmazione, di obiettivi. La discussione sul contratto di servizio non c’è stata, nessuno ci ha presentato alcun documento e il fatto che i sindaci Ferrari e Pasquini dicano il contrario, non soltanto è incredibile, ma mina la dignità delle istituzioni tutte. - hanno commentato - La grave pandemia che certamente ha compromesso e condizionato la Parchi così come i nostri Comuni e la vita economica e sociale tutta, non può essere l’alibi per aver mancato al confronto doveroso, necessario, inderogabile che sta alla base della programmazione dell’attività societaria”.

“Campiglia - ha aggiunto la sindaca di Campiglia Ticciati - non ha mai, ripeto mai, messo in discussione la sua partecipazione alla Parchi. Il Comune che ha dato vita alla stessa società e che è stato cofondatore primario insieme a Piombino di questo innovativo strumento di gestione. Dire il contrario è falso, irrispettoso e strumentale”.

Ticciati e Bandini proseguono: “Piuttosto ci dicano perché non siamo stati ancora convocati dal pewresidente, nonostante le richieste, perché non abbiamo ancora visto il budget della Società, sulla base del quale si può definire il contributo di ciascun comune, perché non conosciamo ancora il bilancio preventivo, perché non sapevamo della volontà dei Comuni di Piombino e Suvereto di conferire alla Parchi nuovi beni (chi li finanzia?), perché apprendiamo da voci di corridoio di sostanziali stravolgimenti dell’organizzazione del personale. È ancora più grave il fatto che si sia lasciato il Parco di San Silvestro chiuso. Per poter dare stabilità a una società che, ricordiamo, è un’azienda che dà lavoro a tante persone, come voi stessi riconoscete la Parchi avrebbe dovuto garantire tutte le aperture possibili, portando avanti i servizi mentre la politica si metteva d’accordo. Lasciando chiuso pretestuosamente il Parco di San Silvestro, di fatto, si è lasciato a casa almeno una ventina di stagionali tra guide, operatori di biglietteria e guardia parchi”.

“Tutto questo - hanno concluso - non per fare sterile polemica, ma per salvaguardare e tentare di recuperare quel prezioso spirito collegiale, strategico, di visione che voi, con questo vostro agire, state calpestando, minando, rischiando di lasciare la società senza progettualità e prospettiva”.

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