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Traffico di rifiuti, truffa alla Regione Toscana

Arrestate dai carabinieri sei persone. Sotto sequestro i beni di due società del settore con sede a Livorno con interdizione per cinque indagati

FIRENZE — Oltre 150 carabinieri forestali hanno partecipato al blitz scattato questa mattina nell'ambito di un'inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia su  un traffico illecito di rifiuti con truffa aggravata ai danni della Regione Toscana per quattro milioni di euro.

Sei le persone arrestate con l'accusa di far parte dell'associazione a delinquere mentre in provincia di Livorno sono stati sequestrati in via preventiva tutti i beni di due importanti società operanti nel settore dei rifiuti e altre cinque persone che rivestivano ruoli apicali in impianti di trattamento e aziende di trasporto sono state interdette dalla loro attività per un anno.

Secondo gli inquirenti, sarebbero circa duecentomila le tonnellate di rifiuti smaltite abusivamente in due discariche della provincia di Livorno fra il 2015 e il 2016, realizzando profitti illeciti per 26 milioni di euro ed evadendo quattro milioni e trecentomila euro di ecotasse da versare alla Regione.

Come riportato dall'agenzia Ansa, le aziende del livornese in cui sono scattati i sequestri sono la Lonzi Metalli e la Rari. Le discariche dove finivano i rifiuti speciali miscelati e fatti passare come ordinari sono gestite da due aziende a partecipazione pubblica, la Rea di Rosignano e la Rimateria di Piombino.

Notizia in aggiornamento


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