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I delfini morti anche per colpa degli insetticidi

Le analisi sulle carcasse dei cetacei spiaggiati hanno mostrato elevati livelli di sostanze chimiche che li hanno resi vulnerabili al morbillo letale

FIRENZE — Il virus del morbillo CeMV che fino a oggi ha mietuto 40 vittime accertate tra i delfini che popolano il mare della Toscana potrebbe essersi trovato la strada spianata da alcune pericolose sostanze chimiche ingerite dai cetacei. Lo rivelano le analisi commissionate a tre istituti dalla Regione Toscana che, nei tessuti e negli organi dei cetacei, hanno trovato livelli elevati di DDTs e PCBs, policlorobifenili organoclorurati di vecchia generazione utilizzati anche come insetticidi e ancora presenti nel Mar Mediterraneo. 

"Questi prodotti possono avere un effetto immunosoppressore e dunque possono aver contribuito al diffondersi della malattia ed ai suoi effetti", ha detto l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni che in questi giorni di continui ritrovamenti di carcasse sulle spiagge toscane sta monitorando la situazione. 

In altre parole i delfini potrebbero essere stati resi più vulnerabili al virus CeMV confermato come causa dell'epidemia mortale dalla relazione inviata alla Regione e sottoscritta da tecnici del Dipartimento di scienze fisiche terra e ambiente dell'Università di Siena, dell'Istituto zooprofilattico sperimentale per le Regioni Lazio e di Arpat. 

Ora sono in vista ulteriori indagini - già in corso sugli stipiti virali isolati dall'IZS - per stabilire eventuali correlazioni tra il fenomeno in corso ed i precedenti analoghi avvenuti sempre nel Santuario dei Cetacei nel 2013 e nel 2016.

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