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Meno vino ma la vendemmia è di qualità

Anche in Val di Cornia si sono visti gli effetti del caldo e della siccità. Stando alle previsioni di Coldiretti meno quantità, ma acini di qualità

SUVERETO — “La vendemmia 2017 in Toscana sarà nel segno meno per le quantità non raggiungendo gli stessi livelli del 2016, si nutrono però speranze fondate invece sul versante della qualità con acini sani ed un alto profilo qualitativo”. Questo è il primo indizio di Antonio De Concilio, direttore di Coldiretti Toscana in vista dell'inizio della vendemmia 2017.

Caldo e siccità hanno messo a dura prova le coltivazioni, ma le imprese agricole toscane non demordono.

Raccolta anticipata in molte aziende della Val di Cornia. In Toscana a prendere le prime mosse, in anticipo per l’andamento stagionale, nei primi giorni di agosto si è svolta la raccolta delle uve di Pinot e Chardonnay nel Montecarlo lucchese per la produzione di vini bianchi e spumanti. Dopo ferragosto è la volta di Merlot e Syrah e poi arriveranno i vitigni tardivi come Sangiovese e Canaiolo. I vigneti toscani sono circa 58mila ettari con una produzione di circa 4milioni di quintali di uve che vengono trasformati in 2milioni e 800mila ettolitri di vino.

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