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Parodi vuole sedere al tavolo per Aferpi

Giuliano Parodi, sindaco di Suvereto

Per il sindaco di Suvereto la questione Aferpi riguarda tutto il territorio e rinnova al ministro Calenda la richiesta firmando una lettera aperta

SUVERETO — Il sindaco di Suvereto ha scritto una lettera aperta indirizzata al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Un documento che arriva a pochi giorni dalla scadenza dell'addendum e dalla convocazione dei sindacati (leggi l'articolo correlato).

"Orami mancano pochi giorni alla scadenza di ottobre, Aferpi stata inadempiente già con la scadenza di agosto, senza ripresa della produzione dei treni laminatoi e la situazione dello stabilimento è nota. - ha esordito Parodi - Credo sia necessario ed urgente, come ho sempre detto in questi anni che seguo la vicenda da vicino, a fianco dei lavoratori in ogni battaglia, che al tavolo di trattativa non può più essere presente il solo comune di Piombino, ma anche tutti gli altri sindaci della Val di Cornia e delle colline metallifere".

Più volte, infatti, è stato sottolineato che la questione Aferpi non riguardasse solo la città di Piombino, ma tutto il territorio circostante visto che solo il 30 per cento dei lavoratori è di Piombino. E una prima richiesta del sindaco Parodi era arrivata il 19 Aprile scorso.

"La crisi dello stabilimento ed il fermo degli impianti ha avuto ricadute economiche non solo sulla città di Piombino ma anche nei comuni limitrofi. - ha detto - Lo Stato deve smettere di temporeggiare e di giocare a scacchi sulla pelle di tutti noi. Lo Stato deve dire chiaramente se crede nel polo siderurgico di Piombino e nella rinascita del nostro territorio. E' necessario che lo Stato, perché solo lui può farsi carico, stanziare in maniera concreta i miliardi di euro necessari a bonificare i siti di Piombino. Solo attraverso le bonifiche il nostro territorio potrà avere prospettive future e concrete di sviluppo anche alternative alla industria pesante".

Per questo l'appello del primo cittadino di Suvereto raggiunge anche la sottosegretaria all'Ambiente Silvia Velo affinché lo Stato stanzi i fondi necessari e progetti il futuro della Val di Cornia con le Amministrazioni locali.

"Se lei, ministro Calenda rifiuta di percorrere questa strada auspico che tutti i cittadini prendano coscienza, al di la dell'appartenenza politica, che lo Stato ci ha abbandonato, e personalmente intraprenderò qualsiasi tipo di azione necessaria per far accendere i riflettori su questa vicenda e il suo tragico epilogo, perché è inaccettabile in uno Stato democratico e di diritto che una parte di cittadini italiani siano condannati a non avere futuro, per inerzia dallo stesso", ha concluso Parodi.


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