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Usb rilancia la nazionalizzazione delle acciaierie

Foto di repertorio

Il sindacato ricorda che prima a Ottobre e poi a Novembre scade la cassa integrazione per i lavoratori ma ancora non ne è stato dichiarato il rinnovo

PIOMBINO — Unione sindacale di base (Usb) lavoro privato Piombino interviene per ribadire la situazione di stallo delle acciaierie ancora più a rischio con il governo nazionale in crisi e ribadisce la sua idea di nazionalizzare lo stabilimento piombinese.

"In questo periodo c'è un silenzio assoluto, - dichiara Usb Piombino - cade pure il governo e come sempre a farne le spese saranno più di 100mila lavoratori in tutta Italia. Tra tavoli di crisi, decreti approvati 'salvo intese' – che non ci saranno – e stabilizzazioni non concluse, sono finiti nel tritacarne politico operai, bancari, precari della scuola e della pubblica amministrazione. C'erano quelli che avevano già brindato dopo l’ultimo Consiglio dei ministri tenuto a poche ore dall’esplosione della crisi nel Governo, sia quelli che erano in attesa degli aggiornamenti dei tavoli rinviati a settembre. La domanda per tutti è: cosa succederà ora?"

"Dopo aver mandato via una multinazionale algerina, e proclamando vittoria per l'arrivo di una multinazionale indiana, - spiegano da Usb - oggi dopo un anno non è ancora stato fatto niente: parole parole, parole e i lavoratori sono stanchi sopratutto a livello psicologico e salariale".

"Usb Piombino - si legge nella nota del sindacato dei lavoratori - informa i lavoratori che il Governo e la Regione avevano stanziato ulteriori 100 milioni di euro per Jindal per le bonifiche per la sicurezza ambientale e per le nuove tecnologie. Jindal in tutto questo non ha ancora presentato niente di concreto. Ad Ottobre scade la Cig per i lavoratori della Piombino Logistics e successivamente da Novembre agli altri. Non è stato ancora dichiarato dal Governo o dal Ministro dello Sviluppo Economica il rinnovo, che cosa succederà pure a Piombino?"

"Ormai è un dato di fatto anche se tanti non ci vogliono sentire oppure hanno fatto patto con il diavolo, - dichiara Usb - l'unica opzione rimane che il Governo ma sopratutto una volontà di tutta la politica italiana si riprenda lo stabilimento e avvii le pratiche per la nazionalizzazione. L'esempio di Taranto e di Piombino dovrebbe far riflettere le istituzione su queste multinazionali, vengono qui per sfruttare i lavoratori i territorio e gli impianti vecchi di 30 anni mettendo in pericolo la sicurezza di chi lavora".

"Alitalia è stata venduta con una forte partecipazione statale tramite Ferrovie dello Stato e Cassa Depositi e Prestiti. Lo Stato essendo padrone della rete ferroviaria italiana, - conclude Usb -perché non investe in un'azienda che produce rotaie per far viaggiare i treni come l'acciaieria di Piombino? Usb è per la nazionalizzazione del acciaio italiano".

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