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Lavoro, crisi complessa in situazione di emergenza

Lo fa notare Ugl terziario e metalmeccanici che rivendica azioni mirate per l'area di Piombino dove il lavoro stenta a ripartire

PIOMBINO — "Come Ugl terziario e metalmeccanici provinciali riteniamo sia arrivato il momento di ridiscutere la situazione delle aziende presenti nella così tanto decantata area di crisi complessa; una denominazione che alla fine non porta a differenze sostanziali rispetto alle altre aree". Si esordisce così nel comunicato firmato Ugl che rimette al centro la crisi generale che ha investito Piombino, non solo l'acciaieria.

"Come sindacato abbiamo sempre evidenziato la necessità di approfondire e modificare gli strumenti da utilizzare in realtà come la nostra, fortemente colpita da una crisi di lunga durata. Nella realtà dei fatti nel nostro territorio abbiamo una fascia di lavoratori, dai 55 ai 65 anni, che hanno perso il lavoro o che, fortunatamente loro malgrado, usufruiscono di ammortizzatori sociali. Dall'altro canto abbiamo giovani ed altri meno giovani ancora in cerca di prima occupazione. Ecco che allora è evidente che occorra trovare soluzioni per creare le condizioni di un turn over. Da qui l'esigenza di rivedere immediatamente, in quanto area di crisi complessa, l'età pensionabile per tutte le categorie e trovare metodi nuovi di armonizzazione. Resta anche da affrontare, in maniera definitiva, la questione degli attuali ammortizzatori sociali e la loro corretta applicazione". 

Proprio in questo scenario rientra la richiesta alla Regione Toscana di avere "un ruolo da protagonista", ovvero "di non tamponare situazioni risolvibili in maniera semplice seguendo un iter specifico e al contempo che sia data possibilità di utilizzare gli ammortizzatori finanziati per le aree di crisi complessa in situazioni di emergenza". 

Di casi a Piombino ce ne sarebbero tanti da segnalare, dalla situazione dei lavoratori di Rimateria, per i quali sarebbe disponibile il Fondo d'integrazione salariale come unica opzione a quelli dell'indotto dell'acciaieria per i quali da mesi si denuncia un trattamento disparitario rispetto ai lavoratori diretti (leggi qui sotto gli articoli correlati) fino al recente caso di licenziamenti della Maremma servizi di Piombino.

"In definitiva - ha concluso il sindacato - nuova disoccupazione nella così tanto proclamata area di crisi complessa e mancanza di strumenti adeguati per evitarla".

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