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Traffico di rifiuti, chieste altre rassicurazioni

Foto di repertorio

Oltre a individuare le responsabilità, in Val di Cornia da più fronti hanno chiesto che venga fatta chiarezza sul rischio per la salute dei cittadini

PIOMBINO — A seguito delle rassicurazioni fornite da Rimateria ai sindaci della Val di Cornia, da più parti invocano che venga fatta chiarezza il prima possibile sull'inchiesta della procura di Firenze su un traffico illecito di rifiuti in Toscana (leggi qui sotto gli articoli correlati).

“La notizia apre ad una serie di interrogativi, ma uno su tutti impone al sindaco di attivarsi immediatamente e con tutti i mezzi a propria disposizione, anche attraverso perizie di parte, per fornire una pronta e documentata risposta alla cittadinanza ed alle forze politiche: a quale livello di rischio per la salute sono esposti i cittadini e i dipendenti dell’azienda? – ha avanzato il Movimento 5 Stelle di Piombino – Da parte nostra non saranno in alcun modo accettabili fasi interlocutorie o perdite di tempo, ricordiamo a tutti che nelle aree di Fiorentina e Colmata vivono delle persone che hanno il sacrosanto diritto di sapere se sono esposte a rischi per la loro salute, come pure gli ignari dipendenti che quotidianamente operano sull’impianto per portare a casa lo stipendio; dovrà inoltre essere accertato se tale rischio potrà essere esteso alla città intera”.

Nel merito è entrato anche il coordinamento delle liste civiche unite della Val di Cornia (Un’altra Piombino, Assemblea Sanvincenzina, Comune dei Cittadini e Assemblea Popolare) che puntano il dito sulla gestione complessiva del territorio e dalla questione rifiuti in generale, da Asiu a Rimateria, passando per lo smaltimento dei rifiuti, la discarica di Ischia di Crociano e l’esigenza delle bonificare le aree del Sin. “Comportamenti questi – hanno detto – che, al di là dell'accertamento di eventuali responsabilità nell'inchiesta sullo smaltimento di rifiuti pericolosi, ammorbano un territorio, l'aria, l'acqua, il terreno ma anche le istituzioni, il tessuto sociale e il concetto di democrazia ormai sepolto tra falsità e un mare di rifiuti”.

L’inchiesta, che oltre a Rimateria vede altre aziende coinvolte in Toscana (leggi qui sotto gli articoli correlati), ha smosso anche Lega Nord Val di Cornia. “Per la cittadinanza significa non più solamente sopportare l'odore nauseante della discarica ma preoccuparsi seriamente per la propria salute e per il proprio territorio compromesso. – hanno detto in una nota – Ci lasciano a dir poco sbigottiti inoltre le parole uscite fuori dalle intercettazioni, dove gli indagati non si peritavano a deridere le persone, in particolare i bambini, che avrebbero accusato malesseri per colpa del loro operato, e non per ultimo, ci chiediamo come gli operatori dipendenti delle aziende finite nei fascicoli della procura consapevoli di ciò che accadeva nel loro ambiente di lavoro, non si ribellassero a questo meccanismo delinquenziale che oltre a costituire una serie di reati, avrebbe portato al rischio di un disastro ambientale senza precedenti nella nostra zona. – e hanno concluso – I sindaci interessati, responsabili istituzionali della salute della popolazione e del territorio, dovranno dar conto ai cittadini del mancato controllo sulla società”.

Nel merito la senatrice Alessia Petraglia l’onorevole Stefano Fassina di Sinistra Italiana ed esponenti di Liberi e Uguali hanno depositato al Senato e alla Camera un’interrogazione al Ministro della Giustizia e al Ministro dell’Ambiente “per sollecitare maggiori controlli e anche per fare chiarezza sulla vicenda in questione che coinvolge aree e realtà produttive già in grandi difficoltà occupazioni e sociali come quella di Piombino”.


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