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Smantellamenti e bonifiche, una lettera per agire

Questione di ambiente e sicurezza per il Camping Cig che ha scritto una lettera aperta in cui vengono chieste azioni concrete e mirate

PIOMBINO — Il coordinamento Art.1 - Camping Cig ha scritto una lettera aperta indirizzata al sindaco di Piombino Massimo Giuliani e inoltrata per conoscenza al presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri e all'Ufficio Ambiente del comune. La questione sollevata è il problema dell'inquinamento legato allo stabilimento ed alle aree ex Lucchini e i problemi che ne potrebbero derivare. Di ciò ne aveva già parlato Legambiente sollecitando risposte da parte di Comune, Regione e Governo (leggi qui sotto gli articoli correlati).

"Gli inadempimenti contestati dal Commissario Straordinario alle società Aferpi e Cevital ci spingono a chiederci se non possano esserci inadempimenti anche sul piano della sicurezza e della protezione della salute per i cittadini che abitano nelle zone limitrofe agli impianti in dismissione e, a maggior ragione, per i lavoratori che ancora lavorano nello stabilimento. - si legge nella lettera - La situazione della ex area a caldo e in generale degli impianti fermi da anni, appare degradata, con i tamponamenti esterni dei capannoni in preda alla ruggine ed alla corrosione, col rischio di distacchi di lamiere e con la necessità urgente di accertare se non possano verificarsi anche crolli consistenti. Questi potrebbero mettere allo scoperto parti di impianto in cui in passato non si sia proceduto alla sostituzione di materiale contenente amianto ritenuto ad,impianti integri, confinato e come tale senza rischio di diffusione di fibre nell'ambiente".

Dal coordinamento vogliono sapere se questa situazione è rischiosa per i lavoratori, se vi è rischio amianto per i lavoratori e per la popolazione, ma soprattutto se sono stati attivati gli organi tecnici di controllo per valutare la situazione.

Per il coordinamento è il sindaco che deve rispondere chiaramente e con sicurezza a queste domande. 

"Oggi, mentre i tempi per una ripresa delle attività si allungano senza fine, nella più totale confusione delle forze di governo, è sempre più indispensabile agire con urgenza. - prosegue la lettera - Per affrontare questa situazione si devono mettere in campo azioni di smantellamento e bonifica almeno delle aree più prossime al centro abitato, che sono anche potenzialmente più esposte ai rischi".

Per far questo il coordinamento chiede che vengano prese misure speciali che abbiano un occhio di riguardo per gli operai e i lavoratori dell'indotto.

"La realizzazione di queste opere deve essere affidata ai lavoratori disoccupati, primi fra tutti coloro che provengono dall'indotto. - hanno spiegato - Con fondi governativi e regionali si devono organizzare seri corsi di formazione retribuiti, al termine dei quali i corsisti dovranno essere inseriti nelle imprese idonee e incaricate di procedere alle azioni di smantellamento e bonifica; imprese che dovranno essere prioritariamente quelle locali, o anche cooperative di nuova formazione, create con il supporto delle istituzioni pubbliche, tra lavoratori partecipanti ai corsi. Questo darebbe un primo segnale di ripresa per la città, creando professionalità nuove e un minimo di ripresa di circolazione monetaria".

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