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Rimateria, "permangono comunque molti dubbi"

Bene il principio di precauzione, ma per il Wwf ci sono aspetti diversi aspetti da chiarire per le sorti della discarica di Piombino

PIOMBINO — "Pur non essendo una decisione risolutiva, l'applicazione del principio di precauzione conferma ancora una volta i disagi e i dubbi sollevati da anni da parte dei cittadini, i Comitati e le Associazioni della Val di Cornia", così il Wwf Livorno/Toscana ha commentato con "moderata soddisfazione" gli sviluppi relativi all'ampliamento della discarica Rimateria a Piombino e la decisione della Giunta Regionale e del suo Presidente, di non approvare la delibera con la quale si sarebbe dato subito il via libera con prescrizioni all'ampliamento (leggi qui sotto gli articoli correlati).

"A fronte di un arretramento del perimetro della discarica per tutelare l'abitato di Colmata, permangono comunque molti dubbi, sopratutto inerenti l’uso della discarica LI53, che deve essere conforme alla concessione demaniale. - hanno sottolineato - I volumi della nuova discarica LI53 dovranno essere autorizzati attraverso l'AIA, solo in conformità agli atti di concessione in essere il Demanio e quindi con il solo conferimento dei rifiuti che deriveranno dallo smaltimento dei cumuli, ivi presenti, e da attività siderurgica. Ci piace pensare e sperare che quando il Nucleo scrive 'rifiuti derivanti da attività siderurgica' questo voglia dire attività siderurgica locale. Essendo comunque l'attività siderurgica ferma dal 2014, ed essendo lontana ancora un'eventuale realizzazione di un forno elettrico (che comunque produrrebbe poche scorie), rimane il sospetto sulla possibilità di apportare modifiche all’atto di concessione, con determinazione di un uso diverso da quello oggi autorizzato. Nell'intricata questione, sembra comunque di percepire che questa discarica per la Regione si potrà fare. Questo perché è li presente il sito contaminato LI53, e l’area dove dovrà sorgere l’impianto di trattamento". 

"L'impressione è che per smaltire 182mila metri cubi di scorie d’altoforno (cifra stimata), il NURV autorizzi l’intera area di discarica attestabili in circa due milioni e mezzo di metri cubi (2.500.000 m3) al netto quindi del restringimento obbligato dai 500 metri di distanza dal centro abitato di Colmata", hanno specificato.

Per il Wwf il parere del Nurv non toglie completamente i dubbi. "Dubbi che ha anche la Giunta regionale, visto che non ha rilasciato la VIA e non ha fatto proprio ancora il parere del Nucleo, volendo vedere bene se RImateria ottempererà a tutte le diffide accumulate. Il sospetto è che si aspetti una nuova Giunta regionale a maggio per capire meglio se Rimateria potrà economicamente sopravvivere".Da non dimenticare, consiglia il Wwf, è il futuro di chi abita e vive sul territorio, "che non può essere messo in secondo piano rispetto a logiche di mercato"

"Come Associazione Ambientalista, ci auguriamo che al termine dell'esame tecnico si giunga ad un parere negativo rispetto alla possibilità di raddoppio dei volumi della discarica stessa e auspichiamo il rispetto immediato delle prescrizioni in essere per la parte inerente le emissioni odorigene ancora troppo elevate", hanno concluso.

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