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Spiegato il no allo streaming delle commissioni

Massimo Giuliani e Angelo Trotta (Foto di repertorio)

Sindaco e presidente del Consiglio comunale rispondono al Comitato Salute Pubblica in merito al lavoro delle commissioni per il referendum Rimateria

PIOMBINO — Il sindaco Massimo Giuliani e il presidente del Consiglio comunale Angelo Trotta hanno risposto alla lettera del Comitato Salute Pubblica di Piombino per sottolineare l'importanza della partecipazione in questa fase di lavoro delle commissioni di verifica per la proposta di referendum sul progetto Rimateria.

In merito alla comunicazione di propri rappresentanti nella commissione il Comune replica: "La richiesta di nomina da parte del Comitato di propri rappresentanti per la costituzione della Commissione referendaria è stata consegnata da parte del Comune alla signora Robera Degani, referente del Comitato, in data 25 Settembre con scadenza 1 Ottobre, quindi sei giorni prima della scadenza stessa. Risulta incomprensibile pertanto il riferimento al preavviso di sole poche ore citato".

In merito al diritto d'informazione, i due esponenti del Comune hanno tenuto a precisare che "è una regola che questa amministrazione comunale applica e rispetta quotidianamente per tutte le sue attività".

Sulla diretta streaming dal Comune arrivano delle precisazioni. "Riteniamo che la richiesta di registrare e visualizzare in streaming i lavori di una Commissione in fase di valutazione non abbia a che fare con il diritto di informazione e di trasparenza, che sono sono invece chiaramente garantiti dalla presenza dei rappresentanti del Comitato nella Commissione stessa. - hanno puntualizzato nella lettera di risposta inviata ad Alessandro Dervishi del Comitato - Al contrario la riservatezza dei lavori di una commissione tecnica rappresenta una garanzia di imparzialità, proprio per i rischi di condizionamento e di indiretta pressione che potrebbero intervenire in presenza di pubblico. Del resto anche nelle procedure di gara di appalti pubblici, che sono procedure di massima pubblicità e trasparenza in ogni passaggio di verifica della documentazione, la commissione svolge i propri lavori in seduta riservata proprio nella fase di esame e valutazione delle offerte tecniche. Pertanto - hanno concluso - riteniamo che proprio al fine di tutelare tutti gli interessi presenti sia necessario e opportuno non consentire la presenza di pubblico e telecamere durante i lavori delle commissioni chiamate a valutare sotto l'aspetto tecnico l'ammissibilità dei due quesiti referendari".

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