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Rimateria, l'analisi del Comitato dopo lo stop

Il Comitato Salute Pubblica ha analizzato alcuni aspetti legati a Rimateria a seguito della sospensione del parere del Nurv all'ampliamento

PIOMBINO — A pochi giorni di distanza dal parere del Nurv sull'ampliamento della discarica Rimateria e la relativa sospensione da parte del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il Comitato Salute Pubblica ha posto l'accento suI commenti inerenti l'argomento. 

L'attenzione va al consigliere regionale Pd Gianni Anselmi che ha pubblicato "sul suo profilo social Facebook un post a commento del parere del Nurv sull’ampliamento della discarica di Rimateria, ora ipoteticamente riconvertita a rifiuti industriali, scrivendo che è 'nitidamente smentito chi ha affermato in questi mesi, nelle piazze e sui social, ciò che non è mai stato vero e cioè che la Regione Toscana immagina Piombino come polo dei rifiuti'. Come Comitato Salute Pubblica di Piombino - hanno riferito in una nota - sentiamo il bisogno di precisare alcuni dati di fatto: i pareri per l’ampliamento, sia la Via (valutazione d’impatto ambientale) che l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) sono di competenza della Regione Toscana. Sempre di competenza regionale sono le continue diffide che la società pubblico-privata di Rimateria colleziona di continuo in questi ultimi mesi e anni. E alla Regione Toscana sono indirizzate le fidejussioni bancarie e/o assicurative che l’azienda Rimateria deve stipulare, per continuare nella sua attività".

"Crediamo fin qui di aver precisato le competenze che ha avuto finora la Regione Toscana nella vicenda di Rimateria. - hanno aggiunto - In tema di competenze vorremo entrare nel merito anche dell’ulteriore diffida data a Rimateria per controllare la riduzione e l’eliminazione dei cattivi odori di questa discarica, per usare le parole del consigliere Anselmi. Noi siamo semplici cittadini ma sentiamo bene con il nostro naso e ci dice che, ad oggi, dopo le numerose diffide regionali, Rimateria produce ancora emissioni odorigene. Per rendere migliore la vita di noi piombinesi prima di qualsiasi ampliamento la discarica andrebbe messa a norma. Invece, pur di dare quel parere, il Nurv (regionale) concede ancora prescrizioni, indica soluzioni per cambiare le convenzioni demaniali per ospitare altri rifiuti e suggerisce come l’attività può proseguire. E comunque sia stiamo sempre parlando di rifiuti. Quindi noi piombinesi subiamo quel polo di rifiuti che alle porte di Piombino sta venendo alla luce, per non parlare della fabbrica di lavorazione di pneumatici esausti".

Per quanto riguarda l’ampliamento finalizzato al conferimento di rifiuti derivanti da smaltimento cumuli esistenti nell’area industriale e siderurgica, il Comitato Salute Pubblica si legge sempre e comunque la parola rifiuti, "quello che cambia è che non verranno più da fuori ma saranno quelli da dentro”. 

"Come Comitato Salute ci siamo opposti con tutte le nostre forze a quel progetto e se è arrivato un contrordine della Regione è anche per il nostro impegno e le nostre battaglie. La fase che si apre è molto complicata e passa sopra la testa dei cittadini di Piombino". Il Comitato, inoltre, riprende in mano l'esito dell'ultima riunione al Ministero dell’Ambiente (datata 23.09.2019) avente ad oggetto la gestione dei cumuli in aree demaniali, dove lo stesso direttore generale del Settore rifiuti ed inquinamento, nel suo parere, sostiene come è “opportuno verificare la recuperabilità di questi rifiuti sulla base delle norme vigenti e solo residualmente ricorrere allo smaltimento in discarica, in ossequio alla gerarchia dei rifiuti”.

"Nella stessa riunione - hanno aggiunto - la Regione Toscana ricorda ai presenti che 'nel corso della riunione del luglio scorso relativa all’Accordo di programma non fu preso nessun impegno ad adottare la discarica di Rimateria per ricevere cumuli'. Questo indipendentemente dal fatto che la maggioranza di Rimateria sia pubblica o privata. Il fatto è che la suddetta discarica non è abilitata a ricevere scorie di acciaieria. La discussione su tale discarica è surreale anche per il fatto che non vengono pagate le relative fideiussioni”, che il Comitato invita a controllare.

"A noi del Comitato - hanno concluso - preme ora soffermarsi sulla sostenibilità del progetto di conferimento in discarica dei rifiuti industriali. Fosse solo perché in quest’ultima riunione ministeriale è stato detto chiaro che prima questi rifiuti devono essere caratterizzati e solo dopo ci si potrà interrogare sul luogo in cui saranno destinati. Resta da vedere che piega prenderà tutta la vicenda di Rimateria e che cosa la giunta regionale deciderà per Piombino ed i piombinesi".

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