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Monta la polemica per il presidio al Rivellino

Intanto il presidio dei lavoratori riuniti nel Coordinamento Art.1-Camping Cig continua. Tolti gli striscioni, ma la rabbia per Aferpi rimane

PIOMBINO — Il presidio di un gruppo di lavoratori aderenti al Coordinamento Art.1 - Camping Cig ha scatenato non poche polemiche, la maggior parte delle quale affidate a Facebook. E' a suon di post e commenti, infatti, che si sta consumando la protesta nella o della protesta.

"Sono al presidio degli operai piazza cappelletti a Piombino. Scopro che il comune ha dato mandato di sgombro entro mezzanotte. Vergognoso che un amministrazione invece di schierarsi con i lavoratori gli mette i bastoni tra le ruote. Vergognoso atto intimidatorio politico. PD vergognati", questo batteva il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi nella serata di martedì sera. 

Mercoledì mattina è avvenuto in Comune a Piombino un incontro tra i manifestanti, la polizia municipale e l'assessore al decoro urbano e alla sicurezza Claudio Capuano (leggi l'articolo correlato). Il risultato è stato: rimozione degli striscioni appesi al Rivellino e rimozione della tenda da campeggio allestita nel presidio permanente. Il torrione è un luogo sottoposto per sua natura di monumento e bene culturale a una serie di restrizioni, nella decisone del Comune non ci sarebbe nessuna dietrologia politica. “Siamo solidali con la protesta – ha affermato in quell'occasione l'assessore Capuano – ma è necessario capire cosa è possibile autorizzare e cosa no, sulla base della legittimità. Quanto organizzato dal Camping Cig è andato ben oltre rispetto a quello che era stato richiesto inizialmente e formalmente alla polizia municipale, non permettendo così una valutazione a priori sull'idoneità o meno del luogo dell'iniziativa”.

Sembrerebbe, inoltre, che alcuni commercianti si siano lamentati del presidio e della posizione scelta che mal si addice a questo periodo in cui arrivano i turisti a passeggio e mal di armonizza con le iniziative già in programma nel centro storico durante il fine settimana. La tensione su questo fronte è palpabile e la questione ha aperto un nuovo capitolo e un nuovo scontro tra gli stessi operai, tra gli operai e i commercianti, tagli gli operai e il comune, tra il Comune di Piombino e il Comune di Suvereto. Tutto questo affidato alle bacheche personali e commenti sui social.

E dai social si riparte, perché il sindaco di Piombino Massimo Giuliani ha pubblicato un lungo post rivolto al sindaco di Suvereto Giuliano Parodi, ricordandogli che non si è mai tirato indietro nelle battaglie dei lavoratori, non solo di Aferpi ma di tutte le aziende che hanno subito un duro colpo dalla crisi.

"Il sindaco Parodi ha scelto. Ha scelto di uscire dal rispetto istituzionale verso i suoi colleghi Amministratori di Piombino, e lo fa in un modo imbarazzante mostrando di non avere alcuna consapevolezza del ruolo nobile che ricopre. - si legge - La cosa ci addolora non solo perché vuole colpire la città di Piombino, che invece è forte e non ha bisogno di tutori di alcun genere, ma perché svilisce il ruolo delle istituzioni chiamate a collaborare nell’interesse pubblico e non a quello di parte. Sul merito delle sue affermazioni invece valutiamo che si fa una rappresentazione caricaturale degli eventi legati l’iniziativa tuttora in corso, oltreché fantasiosa, presso il Rivellino di Piombino. Suona davvero goffa questa continua caccia alla strega Pd. Nonostante il Sindaco Parodi si dica paladino dei beni comuni non arriva a comprendere che ciò che il Comune ha chiesto, ed ottenuto, ai manifestanti del Rivellino, è solo uno svolgimento più composto di tale iniziativa. - e ha aggiunto - Il Rivellino è un bene comune, ed in quanto tale, deve rimanere nella disponibilità di tutti senza che nessuno se ne prenda un pezzo tutto per sé (leggi il post integrale qui sotto).

Non tarda ad arrivare la risposta del sindaco di Suvereto che dal suo profilo social ha tuonato: "Caro sindaco, non esistono lotte che valgono più delle altre, non esistono operai che hanno diritti più degli altri, se siete stati anche voi raggirati da Rebrab e dal governo drizzate la schiena e gridatelo in piazza, perché questo silenzio vi rende ogni ora complici". 

Dina Maria Laurenzi
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