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"Non possiamo permettere classi sovraffollate"

Una classe scolastica (Foto di repertorio)

L'assessora Cresci: “Rifiutate le nostre proposte per Riotorto e Populonia che verranno comunque attuate in autonomia dalla scuola"

PIOMBINO — “Le istituzioni regionali e nazionali devono occuparsi della questione scuola, soprattutto in questo particolare momento di ripartenza che segue l’emergenza sanitaria. È indispensabile ripensare il sistema scolastico e sciogliere i nodi critici per proteggere gli studenti, gli insegnanti e il personale scolastico dal pericolo di contagio”. Così ha esordito l'assessora Simona Cresci cercando di fare il punto sulla questione scuola.

Il Comune di Piombino ha condotto una verifica sulla previsione delle classi per l’anno scolastico 2020/2021 in tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio, dalla scuola dell'infanzia alla scuola secondaria di secondo grado. Dalle informazioni raccolte, si spiega in una nota, e dai dati forniti dai singoli istituti, emerge una situazione preoccupante: risultano in via di formazione molte classi particolarmente numerose che includono anche studenti con disabilità certificate che hanno necessità di particolare attenzione durante il percorso scolastico. 

“Avere classi con 27 studenti, se non di più, rende l’attività didattica inevitabilmente più difficoltosa e costituisce un grave ostacolo all’attuazione delle norme di sicurezza già in periodi di normale gestione. Nel post coronavirus, questa condizione diventa ancor più problematica, soprattutto in virtù della gestione degli spazi visto che le normative nazionali e regionali impongono il distanziamento, inattuabile in classi sovraffollate". 

"In questo contesto, - ha aggiunto - avevamo cercato un confronto con l'Ufficio provinciale scolastico, in particolare riguardo la formazione in deroga di classi sottonumerarie o di pluriclassi per ovviare al problema che si è creato nelle scuole elementari di Populonia e Riotorto che, diversamente, rischiano di non poter garantire la continuità scolastica, non potendo formare le prime classi, facendo quindi venire meno il fondamentale punto di riferimento che la scuola rappresenta per la comunità. Non solo non siamo riusciti ad avere alcuna interlocuzione diretta con l'ufficio preposto ma ci è stato comunicato il rifiuto di tali proposte, che verranno comunque attuate in autonomia della scuola, con risorse interne e grande sacrificio". 

E conclude: "Alle porte di un nuovo anno scolastico ricco di incognite e difficoltà inedite, siamo convinti che tutti i livelli istituzionali debbano collaborare per poter supportare l’asset scolastico nella formazione dei cittadini del domani: per questo abbiamo inviato una nuova richiesta di incontro nella speranza che, questa volta, le altre istituzioni ascoltino la preoccupazione della comunità di cui ci siamo fatti portavoce e possano dare risposte adeguate alle famiglie del nostro territorio”.

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