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Mozione sicurezza, spiegato il no dei 5 Stelle

Foto di repertorio

I pentastellati hanno spiegato in una nota le ragioni che hanno spinto a votare no per la mozione sicurezza. Per i 5 Stelle necessarie delle modifiche

PIOMBINO — Ma perché il Movimento 5 Stelle ha detto no alla mozione sulla sicurezza presentata dai consiglieri Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) e Francesco Ferrari (Ferrari sindaco - Forza Italia)? Lo hanno spiegato in una nota nella quale sono stati snocciolati i punti che stonano con la loro visione.

"Il Movimento 5 Stelle ha proposto alcune modifiche per rendere efficace la mozione in discussione. - hanno esordito - Siamo in disaccordo sulla presenza dell’esercito a Campiglia. Facciamo due conti. Le caserme più vicine distano chilometri, quindi non è chiaro dove si appoggerebbero le squadre di tale esercito. Ovviamente, non sono stati quantificati i costi. Però è stata tolta la Polfer, che pattugliava la stazione e oltretutto poteva salire sui treni ed esercitare una forma di controllo anche a bordo. Abbiamo contestato l'utilizzo della vigilanza privata, sperimentata nel recente passato con cospicui costi, invitando ad utilizzare tali risorse per rafforzare puntualmente le figure professionali più efficaci (vigili, forze dell'ordine...)".

"A noi interessa sia il fattore sicurezza in sé sia la percezione della stessa da parte del cittadino. - sono tornati a puntualizzare - Questo perché una percezione di insicurezza e di incapacità di colpire chi delinque porta al fatalismo: i cittadini tendono a non denunciare nemmeno più i fatti di cui sono vittime o di cui vengono a conoscenza. Questo rischia di produrre una pericolosa distorsione fra realtà ufficiale e vita reale. Ecco perché abbiamo appoggiato il fattore telecamere, non abbiamo detto di no. Abbiamo sostenuto il decoro, il controllo, l’assoluta necessità di incrementare il numero delle unità delle forze dell’ordine, il fatto che ci sia una maggiore comunicazione tra i corpi in modo che le informazioni non vadano perse. Sosteniamo la certezza della pena e condanniamo le leggi svuotacarceri".

Insomma, la mozione conteneva dei punto condivisibili, a differenza di altri che non collimavano con la visione dei pentastellati. "Non crediamo di dover vincere le elezioni facendo leva sulla paura", hanno concluso invitato la cittadinanza a seguire i Consigli comunali.

Andatevi ad ascoltare le parole dei nostri portavoce, di tutti i consiglieri e soprattutto domandate, domandate sempre. Il primo passo per essere un cittadino libero è essere pienamente consapevole che non è solo nostro diritto criticare, per costruire, chi ci governa, ma anche nostra precisa responsabilità.


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