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Aperture festive dei negozi, c'è chi dice no

Foto di Potere al popolo su Facebook

Volantinaggio di Potere al popolo fuori dai negozi aperti durante il giorno di Santo Stefano. Mobilitazione in venti città italiane, Piombino compresa

PIOMBINO — C'è anche Piombino tra i luoghi individuati dagli attivisti di Potere al Popolo "contro l'apertura degli esercizi commerciali le domeniche e i giorni festivi in sostegno e solidarietà a tutti coloro che in vacanza, ormai, non ci possono andare".

Per tutta la giornata di Santo Stefano in cui alcuni negozi hanno deciso di aprire i battenti, gli attivisti hanno fatto volantinaggio e speakeraggio fuori ai maggiori centri commerciali aperti in venti città: Reggio Calabria, Cosenza, Lecce, Napoli, Roma, Torino, Pescara, Genova, Pavia, Padova, Bergamo, Molfetta, Mantova, Salerno, Milano, Livorno, Termoli, Piombino, Castelli Romani, Grosseto

"Siamo qui per dire una cosa banale ma che nell'Italia di oggi sembra straordinaria: non si possono sfruttare e ricattare le persone, non si possono distruggere i diritti, i legami familiari e amicali, non si può incentivare un popolo al consumo in ogni momento, cancellando luoghi d'incontro reali e reti di quartiere. - hanno riferito in una nota - E' importante ricominciare a conquistare spazi e tempi per la socialità e gli affetti. In Italia il processo di liberalizzazione delle attività commerciali comincia con il decreto Bersani e continua con Berlusconi e Monti. La chiamano liberalizzazione ma la libertà è solo quella dei proprietari della grande distribuzione di tenere i centri commerciali aperti più a lungo, senza nuove assunzioni, senza pagare il lavoro notturno e tagliando il costo del lavoro. Chi va a fare la spesa di notte o nei festivi non lo fa per piacere ma spesso perchè sono gli unici momenti in cui può farlo, dovendosi barcamenare tra più lavori, precarietà e flessibilità crescente. - e hanno concluso - Un tempo lavoratrici e lavoratori avevano diritto alla festa e al riposo e deve tornare a essere così, contro un modello sociale in cui il profitto viene prima degli esseri umani".

Contro il lavoro durante i giorni di festa, avevano protestato nei giorni scorsi anche Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Toscana (leggi qui sotto gli articoli correlati).

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