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Legambiente, due consigli per il piano Life Rewat

Adriano Bruschi di Legambiente (Foto di archivio)

Dall'incontro a Venturina sui sistemi naturali per la gestione delle risorse idriche, Legambiente dà dei suggerimenti al Consorzio di bonifica

PIOMBINO — Dopo il convegno di Venturina nell'ambito del progetto Life Rewat sui sistemi naturali per la gestione dell'acqua, Legambiente ha posto alcuni problemi sui quali sarebbe ben lieta di dare un contributo.

Tra gli aspetti segnalati rientrano le escavazioni di ghiaie in alveo e la ricarica della falda.

La prima per Legambiente rappresenta un grave elemento di squilibrio nella gestione del Cornia. "Si deve aggiungere - hanno spiegato - che la frantumazione ed il lavaggio delle ghiaie nell’impianto posto in alveo del Cornia, con rilascio di sedimenti argillosi nel fiume è stato uno dei più rilevanti motivi di occlusione del sistema naturale di ricarica delle falde profonde". Legambiente si era già occupata di questo aspetto ma come loro stesso ammettono i risultati sono stati deludenti. 

"Ci sono temi urgenti ed importanti da valutare nel quadro dell’accordo di bacino firmato durante i lavori del convegno. - hanno sottolineato - Altrimenti si rischia di operare sugli effetti e lasciare attive le cause del danno ambientale".

In merito al secondo aspetto, quello della ricarica della falda, "siamo del tutto sostenitori di impianti di ricarica della falda, sia eseguiti nel contesto della sistemazione dell’alveo (come state facendo) sia in aree esterne all’alveo ma egualmente drenanti. - hanno detto - Ci sfugge però la razio che si viene ad evidenziare in relazione al reperimento di acque per usi potabili. Infatti con l’impianto di ravvenamento si prelevano acque di ottima qualità, leggere e potabili (è scritto sulle linee-guida e confermiamo questo dato) e si immettono nel sottosuolo dove si caricano di metalli che le rendono più pesanti e non più potabili. Poi, a pochi chilometri di distanza, queste stesse acque vengono emunte e trattate per ridurre la presenza di alcuni metalli (boro, arsenico) e renderle di nuovo potabili, dopo aver consumato energie ed aver sprecato, sotto forma di salamoia, una parte non lieve della stessa risorsa. Sarebbe molto più razionale - hanno spiegato - utilizzare acque superficiali direttamente (previa potabilizzazione batterica, poco costosa) per l’alimentazione degli acquedotti potabili riducendo quindi di pare volume l’emungimento. Si può obbiettare, giustamente, che l’andamento torrentizio del Cornia potrebbe consentire questa operazione solo per pochi mesi l’anno, ma si può replicare che già i volumi da voi ipotizzati per l’impianto di ricarica delle falde sono molto interessanti". La soluzione potrebbe essere il prelievo diretto di acque per uso potabile dall’acquifero circostante il laghetto Sales in località Forni.

La lettera contenente tutti questi aspetti debitamente approfonditi è stata inviata al Consorzio di Bonifica con l'intento di aprire un confronto utile al territorio.

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