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La verità dell'infermiera

Ai microfoni di Quarto Grado l'infermiera ha raccontato i suoi ventuno giorni in carcere, gli interrogatori e la speranza nella giustizia

PIOMBINO — "Io sono veramente nata per fare l'infermiera e l'ho fatto proprio con passione, il mio lavoro veramente", con queste parole l'infermiera Fausta Bonino, accusata di aver ucciso 13 pazienti con iniezioni di eparina, ha si è messa a nudo ai microfoni del programma televisivo Quarto Grado andato in onda su Rete4. In studio l'avvocato Cesarina Barghini, mentre l'infermiera risponde alle domande via telefono.

"Non avrei potuto fare una cosa del genere", continua l'infermiera. La donna ha ripercorso, provata, i ventuno giorni trascorsi nel carcere don Bosco di Pisa. 

"È stata una cosa veramente tremenda. Veramente un incubo". Al suo fianco, sin dall'inizio, suo marito, la sua famiglia e il suo legale. Ha raccontato che all'inizio è stata dura, soprattutto la prima settimana, quando non poteva vedere nessuno e tutte le sue certezze vacillavano.

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