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"Jsw non ha alibi per non investire"

Foto di repertorio

Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm chiedono di nuovo che Jsw dia segnali concreti e immediati per la ripartenza delle acciaierie piombinesi

PIOMBINO — Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm chiedono che Jsw dia immediati e importanti segnali per la ripartenza delle acciaierie di Piombino.

"395 sono i giorni dalla firma dell’accordo di programma e il subentro di Jsw a Cevital nello stabilimento siderurgico piombinese. - si legge infatti in una nota diffusa da Fim, Fiom e Uilm - Azione avvenuta grazie solo ad una abile regia dell’allora Ministro Calenda di concerto all’azione delle Oo.Ss Fim Fiom Uilm. Un anno nel quale tra alti e bassi, tra entusiasmi della ripresa delle attività di laminazione e continue frustrazioni per altrettanti rallentamenti, queste organizzazioni sindacali non hanno mai smesso di supportare il progetto complessivo. Ma anche un anno questo con Jindal, in cui oggettivamente non sono stati fugati i dubbi o limate le incertezze che avvolgono la fabbrica, alimentando una vuota retorica di quanti vorrebbero chiudere definitivamente con la 'le multinazionali' illudendo una collettività su una inverosimile nazionalizzazione, mai perseguita neppure nei casi più eclatanti o socialmente più rilevanti". 

"Oggettivamente i ripetuti incontri svolti al Ministero dello sviluppo economico - proseguono Fim, Fiom e Uilm - non hanno fatto chiarezza sui punti essenziali della vicenda: - Costruzione forni elettrici e Acciaieria - Costo dell’energia. Paradossale che l’attuale titolare del Ministero interessato non si sia mai degnato di presiedere un solo incontro, atteggiamento inedito e mai messo in scena da nessun Governo precedente, indipendentemente dalla sua collocazione geografica. Un atto politico che getta un'ombra sul reale interesse per questo territorio al netto dei momentanei bisogni elettorali". 

"Per di più - sottolineano Fim, Fiom e Uilm - assistiamo ad uno stallo da parte della stessa Azienda che, certo complice l’andamento estremamente negativo del mercato, non pare abbia ancora scelto con determinazione e consapevolezza di accettare la scommessa di investire con importanti ammodernamenti e fornitura di ricambi, il che non può che contribuire a determinare una naturale paralisi del processo produttivo". 

Segnali preoccupanti per Fiom, Fim e Uilm "che se confermati farebbero venir meno il cogliere l’obiettivo principale della struttura: riacquistare un mercato che ormai ridottissimo sui treni di laminazione. Insomma un mix di circostanze che, in proiezione, porterebbero lo stabilimento alla paralisi piuttosto che alla rinascita. Altri competitors, nonostante il profilarsi di un orizzonte recessivo, stanno investendo per garantire standard produttivi di qualità certificata nell’intera filiera produttiva e tempistica confacente alle clientele; per attrarre nuovi clienti e/o consolidare quelli esistenti, unica via per scongiurare la perdita economica, che nessun tentativo di taglio degli organici può realisticamente scongiurare". 

"La soluzione a questa situazione di grave incertezza - proseguono da Fim, Fiom e Uilm -  è resa ancor più complicata dall’uscita di maestranze ingegneristiche importanti, responsabili di punti cruciali nel ciclo produttivo. Per questo come Fim Fiom Uilm chiediamo un rapido cambio di passo da parte del Management della holding, perché non si aspetti gennaio in questa situazione ma si diano immediatamente segnali importanti per spazzare via un pessimismo che, dopo i primi facili entusiasmi, ormai avvolge tutto e tutti: lavoratori, cittadini, sindacati, Istituzioni ma soprattutto i clienti e il mercato".

Una situazione per la quale, secondo Fim, Fiom e Uilm è necessario intervenire nell'immediato per cui chiedono che  "questi 130 giorni che ci separano dalla naturale scadenza dei 18 mesi necessari a Jsw per fare le valutazioni/studi/progettazione e il conseguente avvio della realizzazione dei forni elettrici e della acciaieria dovranno essere utili anche per fare quei segnali di inversione di tendenza che tutti, lavoratori, sindacati e un'intera collettività si attendono". 

"Siamo consapevoli - spiegano Fim, Fiom e Uilm - che l’attuale situazione venutasi a creare con la crisi di Governo complica notevolmente le cose ma non devono costituire un alibi per l’Azienda Jsw. Questo accordo di programma voluto dal precedente governo e sottoscritto dall’attuale dovrà comunque essere onorato da chiunque guiderà il Paese Italia. Quell’accordo di programma oggi più che mai prezioso e lungimirante già definisce che il prezzo dell’energia per Jsw sarà praticato alle stesse condizioni degli Stabilimenti 'Energivori', condizione questa che sarà riconosciuta a JSW una volta realizzati gli investimenti, come pare sia stato il tema vero all’incontro del 23 luglio scorso". 

"Per cui niente alibi per nessuno. Bene la firma dell’AdP Regionale da parte di questa Amministrazione - aggiungono le tre segreterie sindacali - e salutiamo con entusiasmo l’intenzione dall’amministrazione Ferrari di adottare entro fine mese la variante urbanistica per realizzare l’investimento sulla tempra delle rotaie e di conseguenza l’inizio delle demolizioni di alcuni vecchi impianti e l’inizio di alcuni importanti investimenti. Bene che nell’incontri presso il Mise con il Sottosegretario Crippa sia stata riconosciuta a Jsw la futura condizione a forni elettrici realizzati, che sblocca il diritto alle agevolazioni future per l’intero comparto sull’energia". 

"Adesso Jsw - concludono Fim, Fiome e Uilm - decida di annunciare l’avvio degli investimenti sui treni e sulla Acciaieria e si dia corso alla stipula dei contratti. Piombino ha le potenzialità per tornare ad essere un importante sito siderurgico, ma questo deve essere governato e realizzato da soggetti seri che credono in 'questo' e che hanno la lungimiranza e la consapevolezza della situazione in cui ci troviamo, sapendo che il territorio ha voglia e bisogno di rinascere...gli deve essere data solo la possibilità". 

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