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Dopo Rebrab il Camping Cig non vuole perdere tempo

Nuovo manifesto posto alla rotonda della Sol all'ingresso della città. Anche il coordinamento vuole approfondire il piano di Jindal per Piombino

PIOMBINO — "La città ha recentemente celebrato la firma dell'accordo tra Cevital-Aferpi e Jindal, sbandierato come fosse la vendita definitiva dello stabilimento siderurgico; si è invece trattato di un preliminare in attesa dell'accordo di programma e dell'accordo sindacale. Vi è stata poi, presso il Mise a Roma, la tanto invocata presentazione del Piano Industriale di Jindal. Grande l'attesa, grande anche la delusione. L'azienda ha presentato un panorama dei propri intenti talmente sommario da risultare quasi offensivo". 

Questo il quadro presentato dal coordinamento Art. 1 - Camping Cig a pochi giorno dall'incontro al Ministero dello Sviluppo economico (leggi qui sotto gli articoli correlati).

"Non vogliamo pensare che questi livelli possano soddisfare i dirigenti delle organizzazioni sindacali, il presidente della Regione, il sindaco di Piombino, sui quali grava un dovere politico di informazione nei confronti delle popolazioni che rappresentano, che hanno il diritto di esprimersi a ragion veduta sul loro destino. - hanno aggiunto - Gli errori commessi con Rebrab, che sono costati 4 anni di stallo con pesante logoramento della situazione, non devono assolutamente essere ripetuti". 

Per il Camping Cig insomma le slide mostrate al Mise non bastano e i contenuti illustrati dal gruppo indiano vanno approfonditi. "Altrimenti, - hanno detto - sulla scorta delle sommarie informazioni fornite, si può solo dare un giudizio sommariamente negativo" considerando i possibili esuberi.

Per il coordinamento le Amministrazioni comunali di Piombino e della Val di Cornia a questo punto hanno il dovere di farsi promotrici, in tempi stretti, di un percorso partecipativo ampio che consenta di: accedere ai documenti necessari per consentire un serio esame di un piano industriale vero corredato di dettagliato cronoprogramma con impegni certi a scadenze verificabili; sottoporre in modo trasparente contratto e piano industriale al confronto pubblico, in riunione congiunta dei Consigli comunali della Val di Cornia, aperta agli interventi dei cittadini, alla presenza del presidente della Regione Toscana e del nuovo Ministro competente, così come un largo schieramento politico e sociale chiede dal dicembre 2017; andare, sulla base di quella condivisione democratica, alla sigla dei nuovi accordi (di programma e sindacale), prevedendo precise scadenze ed efficaci penalità in caso di inadempienze, con un ruolo forte di sorveglianza da parte dello Stato pronto ad espandere quote di partecipazione nell'impresa, sino alla nazionalizzazione, in caso di rischi seri per l' intero progetto.

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