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Polo culturale, da incompiuta a tesoro della città

A sinistra: gli assessori Claudio Capuano e Paolo Pellegrini. A destra: l'architetto Salvatore Re

I lavori del primo lotto all'ex Ipsia sono in fase di completamento. Il chiostro sarà la vera futura piazza del sapere nel complesso culturale

PIOMBINO — Gli assessori Paola Pellegrini e Claudio Capuano assieme all'architetto Salvatore Re dello studio Leonardo di Pisa hanno aperto il cantiere del futuro polo culturale piombinese di piazza Manzoni.

Un cantiere che, tra stop, lungaggini burocratiche, variazioni in corso d'opera e finanziamenti da intercettare, scalpita dalla voglia di essere concluso. Quella struttura che i più giovani ricordano come l'ex Ipsia e che la storia restituisce come monastero francescano del Cinquecento e caserma in epoca Napoleonica, oggi ancora nascosta da ponteggi e reti di protezione è stata eccezionalmente aperta per mostrare lo stato di avanzamento dei lavori.

I tempi sono il tasto dolente. "Purtroppo - ha tenuto a precisare l'architetto Re - i ritardi che si sono accumulati in questi anni sono stati causati da due motivi principali: i cambiamenti legislativi intervenuti in materia di leggi antisismiche, che hanno indotto la ditta a rivedere di volta in volta il progetto, e tutte le problematiche di carattere strutturale che sono emerse nel corso dei lavori”.

Come dimostrano le foto, c'è ancora molto da fare anche se per il primo lotto, ovvero quello che si affaccia su piazza Manzoni, si può considerare conclusa la fase di consolidamento strutturale e presto si passerà ai lavori di rifinitura.

L'ingresso della biblioteca si preannuncia maestoso con una scala elicoidale in metallo e un ascensore, poi c'è l'area ristoro a sinistra e tre sale convegni a destra, due a pian terreno con i soffitti in canniccio e una al secondo. C'è anche una sala sotterranea, prima rifugio antibombardamento, a cui s'accede dal loggiato, affaccio prediletto sul chiostro.

Il piano superiore preannuncia ampi spazi da dedicare alla biblioteca, alle zone studio e ai servizi. Dalla balconata coperta del primo lotto, attraverso due ponticelli moderni, si potrà anche attraversare il chiostro per raggiungere il secondo lotto, quello che ospitava i laboratori dell'Ipsia, ovviamente raggiungibile anche dal piano terra.

Antico e moderno che apriranno le porte alla cultura e al sapere. L'idea complessiva, infatti, è quella di confluirvi biblioteca e archivio storico, dotandolo di spazi idonei per gli eventi e i convegni.

L'amministrazione comunale conta comunque di terminare i lavori di questo primo lotto nel giro di sei mesi e comunque nel 2017. Parallelamente sarà necessario reperire i finanziamenti per l'acquisto degli arredi e il finanziamento del secondo lotto dei lavori, che prevede la riqualificazione delle ex officine, dove dovrebbe nascere il centro di documentazione sulla siderurgia. Il secondo lotto, insieme ad altri interventi, sempre su Piombino, avrebbe dovuto essere sostenuto dal bando regionale Piu (leggi l'articolo consigliato), in grado di attivare fondi europei ma che purtroppo non sono stati assegnati a Piombino. “Vogliamo che la città sappia lo sforzo che stiamo facendo per evitare di disperdere questo lavoro importante. – afferma l'assessora alla cultura Paola Pellegrini – L'impegno è massimo da parte nostra. Abbiamo intenzione di sollecitare la Regione per i finanziamenti necessari a completare anche i lavori del secondo lotto”.

Dina Maria Laurenzi
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