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Camping Cig vuole vederci chiaro sulla firma

Cosa contiene il documento che andranno a firmare i due gruppi per la cessione dell'acciaieria? Se lo domanda il Camping Cig che incalza Calenda

PIOMBINO — In queste ore si attende il concretizzarsi della firma per la cessione dell'acciaieria piombinese oggi Aferpi (leggi qui sotto gli articoli correlati). Ma in questo balletto sulle tempistiche, il coordinamento Art.1 - Camping Cig ha sottolineato il fatto che ancora non è per nulla chiaro cosa effettivamente si andrà a firmare. 

"Andranno alla firma, ma di cosa? - hanno detto in una nota - Gli specifici contenuti del contratto di compravendita sono noti ai due contraenti privati, al Governo e, vogliamo credere, al presidente della Regione e al sindaco di Piombino. Ovviamente, in quel tavolo si è necessariamente discusso non solo del prezzo della cessione ma anche, almeno nelle linee fondamentali, del piano industriale, dell'utilizzo del porto, dell'assetto territoriale dell'impresa, delle bonifiche, delle decine di milioni che le pubbliche istituzioni pagheranno in termini di agevolazioni e incentivi a fronte degli impegni di Jindal su investimenti e occupazione. In ogni caso la firma del contratto tra le due multinazionali condizionerà pesantemente l'assetto produttivo, occupazionale ed urbanistico di Piombino e della Val di Cornia. I successivi accordi di programma e accordi sindacali potranno muoversi solo dentro la camicia di forza del contratto privato".

Il coordinamento ha ricordato anche le parole del ministro Carlo Calenda che aveva promesso in un faccia a faccia dinanzi al Phalesia che sarebbe venuto a presentare il piano industriale prima di approvare definitivamente la cessione dello stabilimento. 

"La promessa deve assolutamente essere mantenuta, da Calenda o dal suo imminente successore. - hanno sottolineato - L’esperienza della firma sulle 'cambiali in bianco' l'abbiamo già sperimentata con Rebrab, ed è stata deleteria. Esortiamo le istituzioni locali a erigere un muro verso i tentativi mortificare la sovranità popolare; esortiamo i sindacati a mobilitare i lavoratori ed esigere da subito di contare nella trattativa".

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