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"Pochi hanno raccolto l'appello di Camping Cig"

Eliana Como di "Opposizione Cgil" commenta la situazione di Piombino dopo l'appello inviato dal Coordinamento Art.1 Camping Cig sul futuro della città

PIOMBINO — "A fine luglio - spiegano da Articolo 1 - Camping Cig - abbiamo inviato una lettera aperta (leggi qui l'articolo) a Partiti, Sindacati, Associazioni e singoli personaggi significativi per la vita pubblica di Piombino e la Val di Cornia. Il proposito è quello di stimolare un pubblico dibattito sulle questioni cruciali per il rilancio della economia e della occupazione. Come da impegno preso, diffondiamo pubblicamente le risposte. 

Qui di seguito la risposta a firma di Eliana Como, coordinatrice nazionale Opposizione Cgil, componenti dei comitati direttivi nazionali Cgil e Fiom, all'appello di Camping Cig.

"Con le promesse non si fanno le bolle di sapone, figuriamoci l’acciaio. Quello che sta accadendo in queste ore, dovrebbe insegnare, tra le altre cose, che non si governa con le promesse. Perché, presto o tardi, i nodi vengono al pettine. Il ministro del lavoro aveva promesso, con roboanti accordi sindacali, di salvare, oltre all’Ilva, anche Piombino". 

"I nodi sono tutti sistematicamente arrivati al pettine, - prosegue Eliana Como, di Opposizione Cgil - con Arcelor Mittal, da un lato, che incassa l’immunità a tempo e con Jindal, dall’altra, che, nel disinteresse quasi collettivo, lascia marcire Piombino. Tutto mentre l’industria dell’acciaio nel paese va a picco, senza investimenti, senza bonifiche, senza un piano industriale complessivo".

"I compagni del Coordinamento Art.1 Camping Cig hanno lanciato a fine Luglio un grido d’allarme su Piombino. L’ennesimo. L’hanno lanciato a chiunque avesse orecchie per ascoltarlo. In pochi lo hanno raccolto: né la politica, tanto meno le burocrazie sindacali. Ma io li ringrazio, perché continuano imperterriti a fare l’unica cosa che si deve fare: lottare contro tutto e tutti per difendere il loro posto di lavoro e il futuro del loro territorio".

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