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Dai lavoratori Elettra le possibili soluzioni

Dai lavoratori la richiesta di non scrivere la parola fine sulla questione Elettra. Richiesto l'inserimento negli ammortizzatori Aferpi

PIOMBINO — Era la centrale costruita per bruciare i gas di scarto ricavati dalla lavorazione dell’acciaio ed è stata in marcia commerciale per circa 12 anni, nel 2004 fu venduta dalla stessa Lucchini ad un’azienda britannica al fine di tamponare le falle dovute alla crisi dell’industria bresciana, era definita il “gioiello di famiglia”. Ma le sorti dell’Elettra si sono frantumate lo scorso 15 dicembre, quando i 22 lavoratori hanno firmato la conciliazione della procedura di mobilità (leggi gli articoli consigliati).

“L'Azienda, - si legge in una nota firmata dai lavoratori Elettra - che ha avuto il merito di supportare gli importi della passata cassa integrazione con somme aggiuntive, ha guastato la sua buona immagine con inutili irrigidimenti dell'ultima ora, brillando per scarsa sensibilità e altrettanto scarsa comprensione nei confronti dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali”.

Dai lavoratori solo buone parole per i sindacati e le istituzioni che si sono dimostrate sempre al fianco dei lavoratori per cercare una possibile soluzione. E in una nota da loro firmata si domandano se esistono, ad oggi, delle prospettive per Elettra.

“La centrale potrebbe fornire non solo energia ma anche vapore, un bene prezioso ed indispensabile per molti stabilimenti produttivi; - si legge nella nota - non dimentichiamo inoltre che il vapore è utilizzabile per il teleriscaldamento, una realtà sviluppata ed operante già in molti centri urbani. Nello sviluppo dei nuovi progetti industriali piombinesi potrebbero esserci anche delle possibilità di inserimento nelle aziende interessate ad impiantarsi sul territorio. In attesa di ciò potremmo essere inseriti negli ammortizzatori sociali previsti per i dipendenti Aferpi. Sono solo idee, proposte, possibilità che dovranno essere vagliate con attenzione, ma con la consapevolezza dell'urgenza della questione. Una proposta tra le altre potrebbe avere possibilità di riuscita: una rinascita della nostra centrale nelle mani di un serio acquirente esterno interessato a riattivarla”.

Noi crediamo che l'ultima parola non sia stata ancora detta e vogliamo impegnarci affinché l'Elettra non subisca questo destino, - hanno concluso gli operai - ed i lavoratori non si trovino a percorrere una strada oscura della quale nessuno al momento riesce ad intravedere la fine”.

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