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Ecoballe dimenticate in mare, si parla di recupero

Uno scorcio dell'isolotto di Cerboli

E' stato nominato un commissario straordinario per la rimozione e lo stoccaggio delle ecoballe di rifiuti dimenticate nel canale di Piombino

PIOMBINO — Quelle ecoballe di rifiuti perse dalla motonave Ivy in prossimità dell'isolotto di Cerboli nel Luglio 2015 saranno presto recuperate. Sono 56, più di 60 tonnellate di rifiuti, adagiate in un fondale di circa 50 metri. Lo scorso anno ne riaffiorarono alcune, una alla vigilia di Ferragosto in Costa Est, qualche giorno dopo nel golfo di Baratti.

Dal 2015 ad oggi poco se n'è parlato di queste ecoballe di rifiuti in mare, con il rischio che rimanessero dimenticate nei fondali del canale di Piombino. In realtà in questi anni l'area è stata più volte visitata dai tecnici Arpat incaricati di verificare la situazione. Poi, nel Marzo 2016, i risultati dei campionamenti che non rilevano il rilascio di sostanze tossiche o concentrazioni oltre i limiti di metalli pesanti inviati alla Guardia Costiera. Ma la necessità di rimuovere quei rifiuti, soprattutto di materiale plastico, in mare resta.

A Gennaio 2019 la nota del capo di gabinetto del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare in cui si fa il punto sulle indagini svolte, segnalando che quegli imballaggi stanno progressivamente trasformandosi in spazzatura marina con il rischio di alterare gli equilibri dell'ecosistema marino. E' così che si inizia a pensare al recupero delle ecoballe attraverso mezzi straordinari. A Giugno 2009 il decreto ministeriale con il quale si nomina il contrammiraglio Aurelio Caligiore commissario straordinario del Governo per il recupero delle balle di rifiuti plastici.

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