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"Leggiamoli tutti i documenti di Arpat"

La discarica Rimateria

La Piazza Valdicornia replica a Rimateria rispetto al monitoraggio della qualità dell'aria attraverso le tre centraline e le valutazioni di Arpat

PIOMBINO — "Rimateria afferma che oggi la discarica non puzza più. Afferma che 'lo dicono i dati di Arpat'. Certo, ma leggiamoli tutti, i documenti di Arpat: non facciamogli dire solo quello che ci fa comodo". E' il gruppo La piazza Valdicornia ha replicare alle dichiarazioni della società Rimateria sulla situazione della discarica a Piombino (leggi qui l'articolo collegato).

La piazza, carte alla mano, riferisce dei due rapporti trimestrali di monitoraggio della qualità dell'aria redatti da Rimateria e le valutazioni che Arpat ha fatto. "Valutazioni - hanno commentato - che sono ben lontane dall'ottimismo trionfalistico con cui Rimateria presenta la situazione. Attualmente sono in funzione due centraline di rilevamento mobili gestite da Rimateria ed una, presa in affitto dal Comune di Piombino e gestita in collaborazione con Arpat, in funzione dal 10 Settembre a Dicembre 2020. La centralina presa in locazione dal Comune di Piombino rileva l’acido solfidrico, quelle gestite da Rimateria acido solfidrico e metano. I periodi analizzati sono due: il trimestre dal Novembre 2019 a Febbraio 2020 e quello da Febbraio 2020 a Maggio 2020. I risultati forniti - hanno spiegato - evidenziano il permanere, nel primo trimestre di monitoraggio, del disturbo odorigeno originato dall'idrogeno solforato. L’area di maggiore impatto è rappresentata dalla postazione di Colmata. La postazione in località Terre Rosse, evidenzia invece un trend in diminuzione confermato anche nel mese di Febbraio. Per il parametro metano la relazione risulta carente di qualsiasi analisi dei dati raccolti. Esaminati i dati del monitoraggio dell’idrogeno solforato, per la stazione di monitoraggio in località Colmata anche per il secondo periodo di monitoraggio si evidenzia il permanere del disturbo odorigeno originato dalle emissioni della discarica mentre, per la postazione in località Terre Rosse, si registrano percentuali di superamento della soglia di disturbo odorigeno prossime allo zero e quindi in netta controtendenza con il precedente periodo di monitoraggio. Per il metano dalla relazione Rimateria risulta che per entrambe le stazioni i dati rilevati non destano nessuna preoccupazione. Siamo in attesa di ricevere le valutazioni del trimestre Maggio-Agosto 2020 e l'elaborazione dei dati della centralina Arpat".

"Sicuramente - hanno commentato - rileveranno un miglioramento della situazione, dal momento che, dopo anni, sono stati finalmente completati i pozzi di estrazione del biogas ed è più estesa la copertura della discarica. Dobbiamo comunque tener conto anche del fatto che il deposito dei rifiuti non avviene più sopra la discarica, ma nel cono rovescio, piccolo avvallamento racchiuso tra la discarica ex-Asiu e la ex-Lucchini".

"Quindi, pur con una rete di monitoraggio non adeguata e insufficiente, è stato rilevato per ben sei mesi, da Novembre 2019 a Maggio 2020, un marcato disturbo odorigeno e non è stato preso nessun provvedimento. Eppure sia il Comune che l'Asl erano in possesso di questi dati. Come sono intervenuti? Perché noi cittadini non ne sapevamo niente?", hanno chiesto da La piazza sottolineando come, sia importante conoscere le eventuali anomalie non di tre mesi in tre mesi, ma in tempo reale per poter intervenire.

"Deve esistere una rete di centraline di proprietà del Comune, gestite in collaborazione con Arpat che sia consultabile da chiunque e preveda un piano di intervento e provvedimenti immediati nel caso di sforamenti dei limiti previsti sia dalla Legge nazionale che da quanto stabilito a livello Comunale. Tale rete di controllo ambientale dovrebbe a nostro avviso coprire tutti i punti critici della città e non limitarsi solo a Colmata. - hanno detto - Non è vero che sarebbe una spesa non sopportabile per il Comune, come si è detto anche per giustificare il ridotto numero di carotaggi proposti. Non è una questione di soldi ma di scelte politiche: come si sono trovati più di 200mila euro per l’estate piombinese, come si è acceso un mutuo milionario per le opere di sistemazione di giardini e piazze, ugualmente si troverebbero i soldi per tale settore. Crediamo che, in estrema ratio, molti cittadini sarebbero disponibili persino a dare un contributo volontario per rendere possibile l’acquisto di tale dotazione".

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