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"Meglio una nuova gara per il Tpl"

Mobit ha impugnato la sentenza del Tar e si rivolge al Consiglio di Stato per la gara sull'affidamento del trasporto pubblico locale

PIOMBINO — Ancora un ricorso in Tribunale per la gara d'individuazione del gestore unico del servizio di trasporto pubblico locale in tutta la Toscana. Il consorzio di imprese Mobit si è rivolto al Consiglio di Stato, impugnando la sentenza del Tar che, in definitiva, chiedeva a Mobit e Autolinee Toscana di ripresentare una nuova offerta.

"Noi abbiamo sempre sostenuto che la nostra fosse l'unica offerta presentata e che il colosso francese non avesse i requisiti", ha esordito Marco Macchioni, presidente di Atm e vicepresidente di Tiemme, a margine della conferenza stampa dei vertici Mobit.

Macchioni, infatti, fa eco alle parole del presidente di Mobit Andrea Zavanella, trovando una difformità tra la perizia, che ha rilevato il corretto metodo utilizzato da Mobit a differenza di Autolinee Toscana, e l'azzeramento delle offerte. 

"A mio avviso non è possibile presentare una nuova offerta, eventualmente bisogna avviare una nuova procedura esplicitando meglio i parametri di gara", ha aggiunto Macchioni.

Nonostante il pronunciamento del Tar aveva invitato i due contendenti a non ingaggiare nuove battaglie legali, si scrive un nuovo capitolo davanti al Consiglio di Stato. "Se vinceva Rtp, il colosso francese, ci saremmo trovati di fronte al monopolio di una società pubblica straniera", ha concluso il presidente di Atm facendo scomparire tutte quelle piccole e medie società riunite in Mobit che curano gli interessi anche dei territori più marginali. 

Un esempio? Atm, nel 2010 entrata nella società Tiemme insieme a Rama, Lfi Arezzo e Tra.in spa Siena, pesa il 2,5%. L'arrivo di un'unica società rischierebbe di fagocitare le piccole realtà e non curarne le esigenze particolari come potrebbero essere i bus turistici attivati ad hoc questa estate.

Dina Maria Laurenzi
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