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Aferpi, il Pd spinge per un accordo di cessione

Dal Circolo delle fabbriche la valutazione sul migliore scenario per il futuro della fabbrica per evitare di perdere mesi preziosi

PIOMBINO — A pochi giorni dall'incontro al Ministero dello Sviluppo economico, sulla vertenza Aferpi è intervenuto il Circolo delle fabbriche del Pd

"La presente accelerazione nelle procedure di estromissione del gruppo Cevital dalla gestione dello stabilimento ex Lucchini di Piombino è un passaggio che non avremmo voluto affrontare ma, nostro malgrado e in conseguenza delle gravi inadempienze del gruppo algerino, il Pd si trova adesso a dover gestire. Riteniamo che l'azione intrapresa dal Ministro fosse ormai ineluttabile", hanno detto in una nota. 

Dal Circolo Pd c'è fiducia nelle decisioni del ministro Carlo Calenda senza però cadere nell'illusione che esista una "modalità rapida e condivisa che possa portare in tempi brevissimi ad un nuovo scenario". 

"Passare nuovamente attraverso una amministrazione straordinaria e mettere lo stabilimento sul mercato porterebbe via mesi preziosi che non ci possiamo permettere. - hanno aggiunto - Il tempo non è una variabile indipendente per i lavoratori, le loro famiglie e il commercio cittadino. Per questo auspichiamo che, anche attraverso misure e sforzi eccezionali, si riesca a giungere ad un accordo di cessione da parte dell'imprenditore algerino ed all'arrivo di un nuovo e più credibile interlocutore". 

Questa impostazione non è più sostenibile per un territorio che giustamente coltiva anche altre legittime aspirazioni. L'ambiziosa visione del futuro del territorio racchiusa nell'accordo di programma del 2014 guardava proprio in questa direzione, mirando al superamento di una gloriosa monocultura industriale, allontanando gli impianti dal centro cittadino e liberando aree preziose, riassegnandole nuovamente a fini produttivi. In quest'ottica il piano Aferpi era stato da noi accolto positivamente e a nostro parere, nonostante il naufragio del progetto Cevital, quella visione non deve andare perduta. 

"Chiediamo a tutti gli attori in gioco, presenti e futuri, di avere la forza ed il coraggio di portare avanti quella che era una idea valida che Cevital non è riuscita ad attuare", hanno concluso in virtù di quell'Accordo di programma firmato nel 2014 per restituire un futuro allo stabilimento siderurgico piombinese e al territorio tout court.

Dello stesso avviso le Rsu Fim, Fiom e Uilm che si erano espresse in tal senso (leggi qui sotto gli articoli correlati).

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