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Aferpi, ora tutti giù dal carro

Il Movimento 5 Stelle interpretale prese di posizione in casa Pd e chiede che venga urgentemente preso in considerazione un piano B

PIOMBINO — "Ma come? Non eravamo gufi? Non eravamo noi le novelle Cassandre, quelli che scommettevano politicamente sul fallimento del progetto Piombino?", così il Movimento 5 Stelle interviene a gamba tesa nella querelle che è scoppiata all'indomani della "venuta" di Issad Rebrab a Piombino. 

"Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad una frenetica rincorsa, da parte di influenti esponenti del Pd, a prendere le distanze, a fare distinguo rispetto alla propria posizione sul progetto Piombino. Eppure, negli ultimi due anni, abbiamo sentito di tutto e di più, dalla prima colata di acciaio in diciotto mesi e piena occupazione, siamo passati al concedere tutto per non dare alibi. Adesso anche il consigliere regionale Gianni Anselmi, che sulla siderurgia piombinese ha costruito gran parte del suo consenso, declina ogni responsabilità, semplicemente perché, a suo dire, non ha ottenuto un ruolo diretto su questa vicenda. Ci teniamo a sottolineare che Anselmi è il presidente della seconda commissione regionale che si occupa, fra l’altro, di industria e politiche del lavoro, e ne è il presidente proprio perché espressione di un territorio che necessita di particolari attenzioni in questi settori. Può non essere considerato questo un ruolo diretto?".

Il Movimento 5 Stelle rivendica il suo ruolo svolto in questi due anni. "Abbiamo tenuto un atteggiamento coerente e di buon senso, - hanno detto - chiedendo garanzie reali e trasparenza sul progetto, solo su un punto possiamo convergere, concetto che peraltro abbiamo espresso da tempo e sul quale adesso il Pd si allinea tardivamente: occorre, con urgenza, elaborare un piano B. L’unica cosa che Piombino non può permettersi è 'galleggiare' in attesa degli investimenti Aferpi". 

Per i pentastellati serve con urgenza un piano alternativo, complementare che "consentirà di essere in grado di mettere la parola fine quando l'attesa non sarà più sostenibile".

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