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Aferpi, per la fabbrica non c'è più tempo

I sindacati chiedono un vertice al Mise per capire tempi e modi in cui il Governo intende proseguire con la vertenza Aferpi

PIOMBINO — Il fattore tempo è determinante, ne sono convinti i rappresentanti sindacali Aferpi e Piombino Logistics di Fim, Fiom e Uilm in merito alla vertenza Aferpi. Fausto Fagioli (Fim), Lorenzo Fusco (Uilm) e David Romagnani (Fiom) lo hanno ribadito durante una conferenza nel tentativo di riuscire a ottenere un vertice al Ministero dello Sviluppo economico.

A questo punto, per i sindacati è il Governo il principale interlocutore con il quale vorrebbero continuare a condividere il percorso per rimettere in moto l'acciaieria piombinese. In questo momento in fabbrica si stanno terminando le ultime produzioni di rotaie, con ritardi sulle commesse per Rfi. Nella seconda metà di Gennaio, però, ci sarà un nuovo stop a causa dell'incognita sulla fornitura di semiprodotto con il rischio di perdere nuove commissioni. La fotografia attuale dello stabilimento lo ritrae in uno stato agonizzante, ecco perché si chiede di individuare una volta per tutte la linea da seguire.

Se a Dicembre c'era la sensazione di mettere un punto con Cevital, la strada che si prospetta ora è quella di una lunga battaglia legale se non si prende quella dell'insolvenza.

Quindi, al Governo, la richiesta di un vertice al Mise su tempi e modi in questa fase della vertenza. Prima la volontà di riunire il consiglio di fabbrica che non esclude una nuova mobilitazione dei lavoratori.

Dina Maria Laurenzi
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