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Acciaieria, Uglm spinge per sicurezza e bonifiche

Attesa per il piano industriale di Jindal per il futuro dell'acciaieria di Piombino. Ripartenza temporanea? "Puntare a un progetto serio e duraturo"

PIOMBINO — "Sulla vicenda Aferpi abbiamo preferito non affrettarci ad esprimere giudizi, ritenendo che occorra ancora molta prudenza. La stessa firma, di cui si parla da giorni, sembra trattarsi di un preaccordo per la cessione dell'intero capitale di Aferpi e di Piombino Logistic e la maggioranza delle azioni di Gsi Lucchini alla Laptev Finance Pvt Ldt, una società indipendente ma collegata al gruppo Jsw".

Nessun trionfalismo per Uglm che attende di conoscere i dettagli del piano industriale prima di commentare e fare valutazioni.

"Ci ha fatto sorridere ed al contempo amareggiare leggere notizie dove addirittura si davano indicazioni su cosa e come avrebbe dovuto agire il potenziale nuovo imprenditore. - hanno aggiunto - Consigli, quasi amichevoli, sulla ripartenza temporanea di alcuni impianti in attesa della costruzione di altri lontani dalla città. Strizzando l'occhio al nuovo potenziale salvatore e facendo credere che questo territorio si accontenterà di tutto. Le ultimissime apparse sui media sono legate di nuovo ad una produzione da forno elettrico proprio per una questione riguardante l'aspetto ambientale che potrebbe creare difficoltà all'imprenditore".

Per Uglm chiunque abbia un interesse reale dovrebbe "proporre un progetto serio e duraturo" che guardi alla sicurezza dei lavoratori e del territorio.

"Prima di parlare di 1800 posti diretti e dell'indotto anche il sindacato ha il dovere di capire meglio cosa preveda il piano industriale e se possiamo riuscire nell'intento di spostare dal cuore della città la fabbrica il momento di svoltare è questo. Dobbiamo pretendere altresì che siano fatte le bonifiche. Gli smantellamenti senza un piano industriale, che non sarà più quello di Rebrab, non possono ancora partire ma mettere in sicurezza gli impianti che necessitano può essere intanto una strada dovuta che molte volte anche il primo cittadino ha condiviso come percorso. La rinascita del nostro territorio deve prevedere e passare dalla diversificazione, occorre uscire dalla monocultura, perseverare a rimanere in un unico settore, qualsiasi esso sia, è sempre perdente".

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