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Museo della civiltà del lavoro, quale futuro

La risposta dell'amministrazione all'interpellanza del Gruppo 2019 chiarisce il problema che sussiste da anni tra Comune e Comitato cittadino

CAMPIGLIA MARITTIMA — Quale futuro per il Museo della civiltà del lavoro nell'area fieristica di Venturina? Se lo domanda il Gruppo 2019, che già si era interrogato sulle sorti del polo fieristico (leggi qui l'articolo correlato), presentando un'interpellanza discussa nel Consiglio comunale del 27 Settembre.

L'Amministrazione nella sua risposta ha illustrato tutta la cronistoria relativa al Museo, dalla “Convenzione per la gestione del Museo del Lavoro e strutture complementari”, della durata di trent’anni siglata nel 1993 tra il Comune di Campiglia Marittima, la CE.VAL.CO S.p.a. ed il Comitato Cittadino, con la quale la CE.VAL.CO S.p.a. cedeva in uso gratuito al Comune di Campiglia Marittima la struttura già adibita a “Museo della Civiltà del Lavoro” in cambio del riconoscimento di un contributo annuo di lire 100.000.000 per 10 anni. 

Nella convenzione era stato stabilito anche che il Comune di Campiglia Marittima si accollava tutte le opere e le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. Al contempo, il Comune di Campiglia Marittima affidava al Comitato Cittadino la gestione del patrimonio storico derivante dalla donazione Lazzerini.

Come ricorda l'attuale amministrazione, al momento dell’affidamento fatto dal Comune di Campiglia Marittima al Comitato Cittadino, la struttura era regolarmente dotata di tutta la documentazione necessaria alla prevenzione antincendio, secondo le normative allora vigenti.

Scaduta la certificazione relativa alla prevenzione antincendio, è sorto il problema: una controversia tra il Comitato Cittadino che sosteneva che le spese relative al rinnovo del certificato di prevenzione incendi (CPI) dovessero essere sostenute dal Comune di Campiglia Marittima e gli uffici comunali che ritenevano che i costi di rinnovo, non trattandosi in alcun modo di manutenzione straordinaria né ordinaria, ricadessero sul Comitato Cittadino. Il Comitato Cittadino si rifiutò di rinnovare il CPI ed il “Museo della Civiltà del Lavoro” fu chiuso al pubblico per mancanza della certificazione antincendio.

Quindi volendo per riaprire il museo basterete la messa a norma della struttura rispetto ai requisiti richiesti dall’attuale normativa per il rilascio della certificazione di prevenzione incendi. Rimane però l'impasse.

"Per quanto riguarda l’impegno economico necessario alla riapertura, questo sarà definibile soltanto dopo che l’ufficio tecnico avrà potuto quantificare l’entità e l’opportunità dei lavori da effettuare per la messa a norma del capannone attualmente sede del museo. - fanno sapere dall'Amministrazione - Si ritiene che il Museo della Civiltà del Lavoro rappresenti un importante patrimonio culturale per la comunità, che deve essere adeguatamente valorizzato e promosso. L’intenzione è quindi quella di migliorare l’attuale offerta culturale, studiando attentamente una soluzione espositiva che sia la più adatta a dare il giusto risalto al materiale etnografico in questione. Dopodiché, l’idea è quella di inserire la mostra all’interno di un unico circuito museale comunale".

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